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S.
GIORGIO E LA SUA PROCESSIONE
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LA VITA SAN GIORGIO, UN SANTO LEGGENDARIO LA LEGGENDA DI SAN GIORGIO La leggenda della lotta tra San Giorgio e il drago, una
delle più poetiche che il mondo cristiano annoveri, che tanti artisti
ha ispirato ci racconta che nelle acque di un lago non lontano dalla città
di Silena, in Libia viveva un terribile e pestilenziale drago che i cittadini
dovevano ammansire lasciando una preda sulle sponde, altrimenti esso avrebbe
ammorbato l'aria e distrutto le mura della città. All'inizio le prede
erano costituite da animali; quando queste si esaurirono, i cittadini
furono costretti a sacrificare delle persone tirando a sorte le vittime
tra i giovani della città. Un giorno la sorte cadde sull'unica figlia
del re. Mentre ella si avviava verso il lago per darsi in pasto al drago,
incontrò Giorgio, un giovane cavaliere di Cappadocia che passava da quelle
parti, e in lacrime lo invitò a fuggire per evitare di fare la sua stessa
fine. Il giovane promise di aiutarla nel nome dl Cristo. Quando il drago
affiorò dalle acque e si avvicinò ai due giovani per farli sua preda,
Giorgio montato a cavallo, fattosi il segno della croce, brandendo la
lancia lo atterrò; il drago divenne allora mansueto tanto che dalla principessa
fu condotto in città legato alla sua cintura come un docile cagnolino.
Alla gente che, vedendo il drago si spaventava e fuggiva temendo per la
propria vita, il giovane cavaliere si rivelò dicendosi mandato dal Signore
per liberarli dalla schiavitù del drago purché essi credessero in Cristo
e si facessero battezzare. Il re ed il popolo aderirono con gioia all'invito
e Giorgio uccise il drago. Secondo un'altra tradizione Giorgio avrebbe
ucciso il drago quando questi stava per assalire la fanciulla destinata
ad essere sua vittima. Questa leggenda è sorta tardivamente (la più antica
composizione scritta risale al XIII secolo); secondo alcuni studiosi riprende
miti egizi e greci e rappresenta la lotta tra il bene e il male. Per altri
essa nacque ai tempi delle Crociate che identificarono un'immagine dell'Imperatore
Costantino con sotto i piedi un drago ripetutamente trafitto nel ventre,
con San Giorgio. I primi documenti della vita di San Giorgio (il primo
risale agli inizi del V secolo ed é contenuto in un palinsesto in greco
conservato nella Biblioteca nazionale di Vienna) raccontano solo del suo
eroico martirio: Giorgio di Cappadocia nella sua qualità di ufficiale
delle milizie era stato convocato dall' Imperatore per organizzare persecuzioni
contro i Cristiani, ma egli, dopo aver distribuito i suoi beni ai poveri
manifestò pubblicamente la sua fede in Cristo; invitato a sacrificare
agli dei pagani pagò il suo rifiuto con atroci torture. Durante il suo
martirio compì molti miracoli e riuscì anche a convertire la moglie dell'Imperatore
. Prima di morire Giorgio promise la sua protezione a chi lo avesse invocato
e avesse curato il culto delle sue reliquie. CULTO IN SICILIA SIGNIFICATO DELLA FIGURA DI SAN GIORGIO Essa si svolge anche oggi il 23 aprile e costituisce un richiamo anche per gli abitanti dei paesi vicini. |
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FOTO Riportiamo alcune foto scattate nelle processioni degli ultimi anni |
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| La Statua di San Giorgio in processione | |||||||||||||
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| Il braccio d'argento con la reliquia "ex carnis" del Santo nelle mani del parroco. | |||||||||||||