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S. AGATA E LA SUA PROCESSIONE
VITA S. AGATA La tradizione tramanda che Agata nacque a Catania intorno al 235 d.C., da una famiglia nobile e ricca. A quei tempi la Sicilia era sotto la dominazione romana e la città di Catania era amministrata dal proconsole Quinziano. A partire dal 249 l'imperatore Decio inasprì le persecuzioni verso i cristiani. Agata, intanto, cresceva nella preghiera e nella devozione a Cristo a cui si era consacrata.. Il proconsole romano venuto a conoscenza che nella città di Catania viveva una nobile,ricca e bella fanciulla dai lineamenti delicati e dai capelli biondi, in virtù dell'editto di Decio , ordinò ai suoi uomini di catturarla e condurla al palazzo pretorio, con l'accusa di vilipendio alla religione dello stato (religione pagana). In realtà la sua intenzione era quella di fare sua Agata. La fanciulla per sfuggire alla cattura rimase nascosta lontano da Catania , ma il suo esilio durò poco, venne trovata, catturata e portata al cospetto di Quinziano, il quale attratto da tanta bellezza cercò ripetutamente, ma inutilmente di sedurla. Portata sotto processo dinanzi a Quinziano ella apparve fiera, sicura del suo spirito e della fede in Gesù che l'avrebbe guidata nelle sue risposte. Ribatté a tutte le accuse del proconsole romano, lasciandolo ogni volta senza parole. Ma Quinziano non si volle arrendere e fece rinchiudere Agata in carcere, dove vi rimase per un giorno e una notte, incatenata alle caviglie e lasciata senza acqua nè cibo. Il mattino seguente venne nuovamente portata al cospetto di Quinziano il quale vedendo la sua fermezza nella fede e che ogni tentativo era vano, decise di sottoporla ad atroci torture ordinando che le venissero strappate le mammelle. Agata venne quindi riportata in prigione, mutilata nel corpo ma rimase intatta nella fede. Nella notte le apparve l'apostolo Pietro con delle bende, la medicò e compì il miracolo di farle sparite le ferire e annullare le mutilazioni. Dopo cinque giorni Agata venne nuovamente portata al cospetto di Quinziano che rimase sbalordito nel vedere che le ferite si erano rimarginate e il seno era rifiorito; così stabilì che fosse condotta a morte. Fu decisa per lei la morte più atroce: fu fatta sdraiare su un letto di tizzoni ardenti con lamine taglienti e punte infuocate. La folla di Cristiani che aveva assistito stupita al supplizio l'accompagnò agonizzante alle porte del carcere e vegliò su di lei durante l'agonia. Era il 5 febbraio del 251 d.C. Il corpo della giovane fanciulla venne cosparso di oli profumati e messo in un sarcofago di pietra che da allora fino ai nostri giorni è sempre stato oggetto di culto. SANT'AGATA
COMPATRONA DI MONFORTE
Riportiamo alcune foto della processione |
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Associazioni religiose e Confraternite precedono la sacra immagine |
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L'Arciprete porta la reliquia della Santa |
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La sacra immagine portata a spalla |
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Le autorità, la banda, i fedeli |
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LA TAMMURINANTA E CAMPANATA (Katabba) Viene
effettuata un'ora dopo l'imbrunire dal 17 gennaio alla festa della Santa
il 5 febbraio. Questa antica tradizione fu ripresentata nel 1987 al pubblico
monfortese e agli stessi esecutori che ne ignoravano il significato da
Guglielmo Scoglio in occasione della presentazione del volume "Monforte
San Giorgio e il suo territorio nel medio evo". Da allora si
sono susseguiti numerosi studi , tesi di laurea, spettacoli folcloristici
che hanno preso spunto dall'argomento e anche pagine web. Tra queste ultime
segnaliamo: |
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