E' NECESSARIA UNA SECONDA STRADA PROVINCIALE?

Lettere alla Cyber Community

 

Da Giusepppe Cannistrà (Pineta), 23 gennaio 2009

Cari amici,
innanzitutto un cordiale saluto a tutti Voi.
Scrivo molto brevemente per informarvi sulla drammatica situazione di calamità che il territorio di Monforte sta vivendo in questi ultimi giorni a causa delle condizioni meteorologiche critiche che stanno colpendo la nostra zona, e per porre all’attenzione, in questa sede di discussione, alcune riflessioni secondo me doverose.
Vorrei far percepire a chi vive fuori, che il territorio di Monforte Centro e Pellegrino è letteralmente sconvolto dalla innumerevole quantità di smottamenti e frane che stanno stravolgendo il territorio, e provocate dalle insistenti piogge che da giorni si abbattono sulla nostra area
Nelle campagne circostanti la situazione è gravissima con ingentissimi danni per l’agricoltura locale; ma ancor più grave la situazione si presenta lungo la Strada Provinciale, UNICO nodo di collegamento tra Monforte e la zona litoranea e unica via d’accesso al Paese. In diversi punti si segnalano cedimenti e smottamenti, ed in particolare la situazione rimane critica in prossimità del “Ponte Ferro”, dove un distaccamento di un costone del rilievo sovrastante sta creando notevoli problemi: non mi spavento a dire che si è rischiato l’isolamento. Nonostante sia presente in quest’area un presidio permanente di controllo e monitoraggio da parte della Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine, i cedimenti continuano pericolosamente a manifestarsi.
Non vorrei apparire eccessivamente drammatico, ma basta guardarsi attorno un attimo per notare una situazione calamitosa non dissimile da altre già manifestatesi nel territorio di Monforte nei decenni addietro.
Ma la domanda che io con insistenza mi pongo da tempo e che a maggior ragione emerge in questo frangente, e che rivolgo a tutte le Istituzione competenti, è la seguente: cosa si è fatto in questi ultimi decenni per garantire a Monforte una dignitosa via d’accesso al Paese (dal momento che la Strada Provinciale che da Torregrotta porta a Pellegrino poi tanto decente e dignitosa non mi appare, basti pensare alle precarie condizioni del “Ponte Ferro”) e se non, per garantire almeno una via d’accesso alternativa ai centri ABITATI di Monforte e Pellegrino?  La mia rabbia in tal senso, come Cittadino e Monfortese è forte e profonda. E sempre in tal senso sembra che più passi il tempo e meno sia fatto per risolvere questa fondamentale problematica, e tutto ciò nella più totale indifferenza della nostra quotidianità. Eppure giornalmente ognuno di noi percorre questa strada e basta guardarla bene per rendersi conto che è un collegamento assolutamente deficitario ed in certi punti assolutamente pericoloso. Non voglio addentrarmi in ulteriori analisi. Mi aspetterei piuttosto delle risposte chiare e precise dalle Istituzioni a tutti i livelli. In particolare mi piacerebbe sentire la Provincia Di Messina, Ente questo fra i più inefficienti e balordi che abbiamo. Proprio la Provincia di Messina dovrebbe intervenire sulla messa in sicurezza della strada suddetta, ma come tutti sanno «non havi mancu occhi pì cianciri» perché è un Ente disastrato, dissestato ed inefficiente, che anche a causa delle sue dimensioni (ricordo che la Provincia di Messina conta 108 Comuni) non sa o non riesce a gestire efficacemente ed efficientemente il proprio territorio. Anzi, una delle promesse elettorali del nostro attuale Premier e del Governo di Centro-Destra era quella e resta quella di “abolire” le Province: stiamo aspettando!!! Intanto speriamo bene! Ah dimenticavo, qualcuno si ricorda della strada cosiddetta “du Tiruni”  che doveva collegare Monforte a San Salvatore? Poteva essere una buona alternativa. Peccato che finisca nel nulla come le tante promesse che quotidianamente sentiamo ed i tanti soldi che puntualmente si sperperano in banalità e cose superflue e di secondo piano rispetto alla sicurezza o all’avere una strada di collegamento dignitosa e da Paese PROGREDITO e SVILUPPATO!!!
Cordiali saluti a tutti,

Giuseppe Cannistrà.


da Giovanni Aliquò, 26 gennaio 2009

Cari Amici,  
per una volta non riesco a dare ragione a Giuseppe Pineta! Non è assolutamente vero, infatti, che la strada "du Tiruni" finisca nel nulla e che sia un'opera pubblica inutile realizzata da una Provincia governata da politici incapaci ed inconcludenti.
L'opera, a differenza di quel che si crede finisce con un'utilissima discarica a cielo aperto, che la lungimirante Provincia di Messina ha voluto offrire a tutti i Monfortesi come grande opportunità di sviluppo e sicurezza!

Scherzi a parte, mi chiedo come ancora non si sia scesi "sulle barricate", non solo per ottenere il completamento di una strada alternativa e più sicura per accedere agli abitati di Monforte e Pellegrino, ma anche per chiedere che, invece di continuare a costruire nuovi, costosi muri di cemento armato che gravano sul terreno e spesso provocano le (e/o non resistono alle) frane, si piantino nei punti a maggior rischio idrogeologico alberi di tipo appropriato che, con le loro radici contribuiscono a prevenire gli smottamenti e si rimuovano in modo controllato le zone di roccia o di terra che non sono sanabili.
Ci accorgiamo del rischio idrogeologico, poi, solo quando si verificano le frane, ma mai che si chieda l'intervento dei geologi per studiare il nostro terreno per tempo, facendo svolgere loro studi ed azioni preventivi prima che si verifichino i disastri. Ed ancora, nessuno che si sia interrogato sui mutamenti geologici (oltre che climatici) indotti dal progressivo depauperamento dell'ambiente causato dagli incendi che hanno devastato le nostre colline e le nostre montagne. E' forse il caso di iniziare a riflettere su rimboschimenti intensivi e sulla difesa del patrimonio boschivo in territorio di Monforte?
Insomma, il rischio è che, anche se Monforte si dotasse di una seconda via di accesso, ove si debba continuare a subire l'incuria e la disattenzione di questi anni potremmo trovarci con due strade egualmente bloccate da smottamenti e frane. E ciò a maggior ragione se il fondo della nuova strada non fosse realizzato con la cura che l'impresa merita.
A questo punto una cinica notazione politica: più il numero di abitanti di Monforte si assottiglia, più Monforte resta, anche dal punto di vista economico, "al margine" (e un segno emblematico è la chiusura dell'agenzia bancaria in Piazza), più il Paese perde la sua centralità culturale, minore sarà l'attenzione che potrà riscuotere presso le Autorità della Provincia e della Regione.
E qui si torna al "problema demografico", a quello della intelligente promozione del Centro e delle sue frazioni, alla capacità di tutti noi (e non solo degli Amministratori, sulle cui spalle si tende comodamente a scaricare il peso di ogni responsabilità) di saper condividere delle scelte lungimiranti per lo sviluppo armonico della comunità monfortese, per la valorizzazione del territorio e per attrarre tutti coloro che al Paese continuano ad essere fortemente legati.
Spero di non essere passato troppo "di palo in frasca"! Con affetto, trepido con voi in questi giorni di maltempo.

Giovanni Aliquò


da Guglielmo Scoglio, 5 febbraio 2009

Cari amici,
ringrazio Giuseppe Pineta e Giovanni Aliquò per le opportune osservazioni.
Credo che la nostra lista di discussione sia uno strumento molto utile per mettere a fuoco necessità e priorità grazie all’intervento di chi dimostra forte interesse  per il paese.  Sono convinto che, se qualche cosa  sta maturando a Monforte lo dobbiamo anche alla nostra partecipazione
Sono molto d’accordo con Giuseppe Pineta: a  mio avviso,  una strada di collegamento di Pellegrino e Monforte con la statale 113, alternativa all’attuale strada provinciale,  è una priorità assoluta. Certo,  questa   dovrebbe essere geologicamente più stabile e più sicura dell’attuale. Occorre perciò che, come dice Giovanni, ci sia un  preventivo “intervento dei geologi per studiare il nostro terreno”.
Mi piacerebbe conoscere, a questo proposito,  il pensiero  dei consiglieri comunali. Non si tratta di scaricare su di loro responsabilità,  ma sono loro che prima degli altri hanno il dovere di intervenire per proporre soluzioni idonee.
Un caro saluto

Guglielmo

 

 

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