Laicismo e Santità PDF
Scritto da Administrator   
Mercoledì 27 Ottobre 2010 12:00
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Annibale Maria di Francia

 

Per celebrare il centocinquantesimo anniversario della Spedizione dei Mille, episodio fondamentale del Risorgimento italiano,  e anche la santità di San Annibale Maria di Francia, ripubblichiamo uno scritto di Nino Scoglio  che illustra l’atteggiamento laico e anticlericale dei Garibaldini e l’efficacia della santità e della carità, che non lascia immune nessun cuore.


Erano stati compagni di scuola al collegio "San Nicola" di Messina. Ambedue primeggiavamo per intelligenza, bontà, generosità.
Una profonda, reciproca stima li univa. Poi imboccarono vie diverse, Annibale Maria Di Francia prese la via del sacerdozio, Domenico Gullo quella delle armi e poi dell'insegnamento.
Garibaldi ebbe Domenico con sé alla testa di altri giovanissimi "picciotti". E fu in quel periodo così fervido di sogni e di ideali che egli dimenticò le pratiche religiose apprese in collegio e divenne, se non ateo un "mangiapreti".
Con questa etichetta di "anticlericale" trascorse il resto della sua esistenza menando gran vanto della "camicia rossa" che aveva indossato negli anni verdi.
Rimase senz'altro coerente con i suoi principi laici se, ormai vecchio e vicino alla morte, rifiutò più volte il confessore.
Ma quando la religiosissima figlia (la moglie, infatti, gli era morta da tempo), amareggiata ma non rassegnata, gli disse che, se l'avesse voluto, avrebbe portato al suo capezzale il canonico Annibale Maria Di Francia, ogni resistenza cadde di colpo, gli occhi quasi spenti si illuminarono di una luce nuova: "chiamatelo presto", mormorò commosso.

E fu l'ex compagno di scuola, il pio e virtuoso Annibale Maria ad avviarlo, pacificato con sé e con Dio, dalle nostre brume alle luci dell'Eterno.
La santità, ancora una volta, aveva vinto.
Nino Scoglio

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Ottobre 2010 12:09
 
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