
Abbiamo il piacere di pubblicare una recensione agli Atti del Convegno su Stefano Tuccio, tenutosi a Monforte San Giorgio nei giorni 24 e 25 agosto 2006 , splendidametne organizzato da Giuseppe Gullo e autorevolmente guidato dalla prof.ssa Mirella Saulini dell’Università La Sapienza di Roma. Lo scritto è stata pubblicato in "Archivum Historicum Societatis Iesu, LXXX, n. 160, 2011/II.
Riportiamo il testo originale della recensione scritta dal prof. Robert Maryks, docente universitario a New York, e una nostra traduzione in italiano
Nel finale l’autore afferma: “L'importanza di Stefano Tuccio meriterebbe un più robusto e coeso volume piuttosto che una piccola collezione di contributi di un convegno celebrativo”. Augurandoci che quanto auspicato si realizzi, rileviamo però che un convegno così ricco, realizzato con modesti mezzi quali quelli consentiti a un piccolo comune siciliano, ha rappresentato per il nostro paese uno dei più grossi avvenimenti culturali degli ultimi anni. Più di così non si poteva fare!
Guglielmo Scoglio
Padre Stefano Tuccio S. J. Un Gesuita tra la Sicilia e Roma nell'epoca della Controriforma, Atti del Convegno di Studi Monforte San Giorgio, 24-25 agosto 2006, Mirella Saulini (a cura di), Associazione Culturale Noialtri, Pellegrino, Monforte S. Giorgio 2008, Paperback, 150 p., III [senza prezzo], [senza ISBN].
This short book is a collection of nine uneven papers delivered at the conference dedicated to an important Sicilian Jesuit orator and playwright, Stefano Tuccio (1540-97), which was held in Monforte San Giorgio (Messina) 24-25 August 2006. These proceedings were edited (or, rather, simply assembled) by Mirella Saulini, the author of an authoritative book on Tucci as playwright, Il teatro di un gesuita siciliano. Stefano Tuccio s.j. (Roma 2002). As she explained in the twopage preface, the goal of the conference was “to assess what we know about Father Stefano Tuccio: his origins and life,
cultural influences on him – ascertained or hypothesized, and also to a have a glimpse at the physical ambience and
panorama of Sicily, where he was born and where he lived.” (p. 8, transl. R. Maryks) After a brief welcome speech of Agrippino Pietrasanta S.J. in which Tucci is portrayed as an excellent scholastic post- Tridentine theologian (equal to Bellarmine and Suárez!),
the proceedings open with a paper by Franca Angelini on Jesuit theatrical activities in the broader context of the seventeenth-century theater. In it, she highlights how the educational purpose of Jesuit school theater changed the European perception of the status of the theater actor, and how the pedagogical use of classical sources became an important factor of modernity. Michela Sacco Messineo in her paper on Jesuit theater in Sicily discusses the goal of Jesuit theater as a verbal-linguistic and visual-figurative communication, used similar to form a Christian in scope to Loyola’s Spiritual Exercises. The Sicilian context of the origins of Jesuit theater as it evolved from the dramatic dialogue to the baroque urban feast, characteristic of the Spanish culture of the Mediterranean, is the topic of a more detailed paper by Giovanni Isgrò. In the first of the two essays by the editor of the volume Mirella Saulini, the author analyses the tragic
elements in the six Latin plays by Tucci that were shown in Messina between 1562 and 1569: Nabucodhonosor, Goliath,
and Juditha; and Christus Nascens, Christus Patiens, and 738 Book Reviews Christus Judex. In the second contribution, Saulini discusses
the interesting and important topic of Tuccio’s participation in the late-sixteenth-century discussion on the role of Cicero’s prose, which had been one of the major preoccupations of Renaissance orators and writers. From an analysis of his orations, the Jesuit emerges closer to Erasmus’s rather than Borromeo’s vision of the Christian orator. This short but outstanding contribution is a foretaste of Saulini’s future
larger work on the topic, which we look forward to seeing in print. Tucci’s Sicilian ambience is the subject of three following
contributions: by Leonardo Fuduli, on the historical context of the Jesuit’s birthplace; by Giuseppe Cannata, on the sixteenth-century Sicilian panoramas as they may have appeared to Tuccio; and by Grazia Musolino, on the iconography of the Holy Sacrament altar in the Madre di Monforte church. Finally, Rosario Moscheo discusses the presumed correlation between the Sicilian roots and the philosophicalscientific formation of Tuccio. The value of these proceedings is that they draw attention to a very important early Jesuit playwright and orator and the role the Society of Jesus played in the history of Renaissance and Baroque theater and Renaissance rhetoric. The importance of Stefano Tuccio – going way beyond his Sicilian homeland – deserves, however, a more robust and cohesive
volume than a small collection of papers of a celebratory (rather than an academic) conference.
New York - City Robert Maryks
Questo breve libro è una raccolta di nove diversi contributi offerti in occasione del convegno dedicato ad un importante oratore e drammaturgo gesuita siciliano, Stefano Tuccio (1540-1597), che si è tenuto a Monforte San Giorgio (Messina) nei giorni 24-25 agosto 2006.
Gli atti sono stati curati (o, piuttosto, semplicemente assemblati) da Mirella Saulini, autrice di un autorevole libro su Tuccio come drammaturgo, Il teatro di un gesuita siciliano. Stefano Tuccio S. J. (Roma 2002). Come la Saulini ha spiegato nelle due pagine di prefazione, l'obiettivo del convegno era "fare il punto su quanto sappiamo di Padre Stefano Tuccio: le sue origini e la vita, le influenze culturali su di lui, riconosciute o ipotizzate, e gettare uno sguardo sull’ambiente fisico e paesaggistico della Sicilia, dove è nato e dove ha vissuto.
Dopo un breve indirizzo di saluto di Agrippino Pietrasanta S. J. in cui Tuccio è ritratto come un eccellente teologo della Scolastica post-tridentina (pari a Bellarmino e Suarez), gli atti si aprono con un articolo di Franca Angelini sull’ attività teatrale dei Gesuiti nel più ampio contesto del teatro XVII secolo. In esso si evidenzia come la finalità educativa del teatro della Scuola gesuitica abbia cambiato la percezione europea dello status dell’ attore di teatro, e come l'uso pedagogico delle fonti classiche sia divenuto un importante fattore di modernità.
Michela Sacco Messineo nel suo contributo sul teatro dei Gesuiti in Sicilia discute sull'obiettivo del teatro gesuitico come comunicazione verbale-linguistica e visiva-figurativa, usato in modo analogo per formare un cristiano come gli Esercizi Spirituali di Loyola.
Il contesto siciliano delle origini del teatro gesuitico come si è sviluppato dal dialogo drammatico alla festa barocca urbana, tipica della cultura spagnola del Mediterraneo, è l'argomento di un contributo più dettagliato di Giovanni Isgrò.
Nel primo dei due saggi del curatore del volume Mirella Saulini, analizza l’elemento tragico nei sei lavori teatrali latini di Tuccio, rappresentati a Messina tra il 1562 e il 1569: Nabucodhonosor, Golia, e Juditha e Christus Nascens, Christus Patiens e Christus Judex . Nel secondo contributo la Saulini discute il tema interessante e importante della partecipazione di Tuccio, nel tardo sedicesimo secolo, alla discussione sul ruolo della prosa di Cicerone, che era stata una delle preoccupazioni principali di oratori e scrittori del Rinascimento. Da una analisi dei suoi discorsi, il Gesuita risulta più vicino alla visione di oratore cristiano di Erasmo, piuttosto che di Borromeo. Questo breve ma notevole contributo è un assaggio di un futuro più notevole lavoro della Saulini su questo argomento, che non vediamo l'ora venga pubblicato.
L’ambiente siciliano di Tucci è oggetto dei tre seguenti contributi: di Leonardo Fuduli, nel contesto storico del luogo di nascita del gesuita; di Giuseppe Cannata, sui paesaggi siciliani del XVI secolo come devono essere apparsi a Tuccio, e di Grazia Musolino sull'iconografia dell'altare del Santissimo Sacramento nella Chiesa Madre di Monforte . Infine, Rosario Moscheo discute sulla presunta relazione tra le radici siciliane e la formazione filosofico-scientifica di Tuccio.
Il valore di questi contributi è che essi attirano l'attenzione su un importante drammaturgo e oratore gesuita dei primi tempi e sul ruolo che la Compagnia di Gesù ha giocato nella storia del teatro rinascimentale e barocco e nella retorica rinascimentale.
L'importanza di Stefano Tuccio - andando ben oltre la sua terra siciliana - merita, tuttavia, un più robusto e coeso volume piuttosto che una piccola collezione di contributi di un convegno celebrativo (piuttosto che accademico) .
New York - Robert Maryks


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