NOTIZIE DAL MONDO DELLO SPETTACOLO

 

 

 

 

Dalla "Gazzetta del Sud" del 7 gennaio 1010

L'attore di origini monfortesi Annibale Pavone recita Shakespeare in siciliano

Alla fama planetaria di William Shakespeare (1564 - 1616) e, soprattutto, alla valanga di inchiostro dedicata alla sua vita ed alle sue trentasette grandi opere rappresentate nei teatri di tutto il mondo, hanno contribuito anche le varie ipotesi relative alle sue origini.
La più recente, che attribuisce al grande drammaturgo origini sicule e specificamente messinesi, ha innescato un meccanismo di rivisitazione delle sue opere in questa nuova e, per noi siciliani, gratificante ottica.
Così, con acume culturale e azzeccato tempismo commerciale, la commedia di Shakespeare ambientata a Messina, "Much Ado about Nothing" ("Molto rumore per nulla"), viene prima sapientemente tradotta e riadattata in siciliano da Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale e poi, il 5 settembre del 2009, rappresentata in prima nazionale in una piazza di Catania col titolo " Troppu trafficu ppi nenti".
Sorvolando sulla presunta messinesità del grande drammaturgo e anche sul fatto che, in dialetto messinese, è preferibile "traficu" senza la doppia f, con l'encomiabile intento di rispolverare la grande tradizione teatrale della città anche la Provincia regionale di Messina ha puntato su Shakespeare. E così, coadiuvata dall'entusiasmo grintoso di alcune associazioni culturali locali (Daf, Bios e Viaggio inverso), è nato "Trafficu ppi nenti" che verrà rappresentato nella Sala Laudamo del Teatro Vittorio Emanuele di Messina da stasera a domenica prossima.
Le prove dello spettacolo, condotte da Annibale Pavone e Angelo Campolo, fanno ritenere che si tratterà di un lavoro preparato con scrupolosa professionalità che divertirà qualunque pubblico abbia dimestichezza col dialetto siciliano. Questo, soprattutto, perché tutti quei bravi attor-giovani-messinesi coinvolti nella recitazione non solo appaiono ben calati dentro ciascun personaggio ma sembrano divertirsi come fossero stati proprio loro stessi i fautori dello scherzo-commedia shakesperiano.

Alla conferenza stampa di presentazione di "Trafficu ppi nenti" il presidente della Provincia Nanni Ricevuto ha colto l'occasione per esporre anche un ambizioso programma che prevede una Rete dei teatri della provincia, vari laboratori di arti creative e persino un vero e proprio teatro provinciale per Messina
Franco Arcovito

Dalla "Gazzetta del Sud" del 23 dicembre 2009

Teatro e solidarietà con Scimone e Sframeli


Teatro e solidarietà si uniscono in una serata all'insegna del grande teatro di ricerca elaborato dalla coppia peloritana Scimone-Sframeli, freschi del successo di festival di Madrid e Berlino e di una rassegna monografica al Teatro Valle di Roma, che li ha visti protagonisti di una "lezione" e della presentazione del libro biografico curato da Dario Tomasello. Al pubblico messinese la compagnia offrirà gratuitamente la messa in scena alle 21 al teatro Vittorio Emanuele del loro ultimo spettacolo Pali, che racconta le peripezie di quattro personaggi, quattro emarginati che cercano scampo su dei pali per sfuggire alla deriva del mondo contemporaneo e cercare di elevarsi verso orizzonti più alti e salvifici. «È una pièce che tratta diversi argomenti di natura sociale e umana che sembrano prospettare eventi come l'alluvione di ottobre vissuta drammaticamente dai nostri concittadini. Spero che il pubblico ci segua e si faccia coinvolgere dalla forza dell'arte del teatro, partecipando numeroso a una serata dai forti risvolti evocativi e civili», ha osservato Spiro Scimone, autore del testo e interprete dello spettacolo insieme al fido attore-regista Francesco Sframeli, a Gianluca Casale e a Salvatore Arena. «È un evento di grande livello culturale e insieme la festa della solidarietà con cui l'Università vuole contribuire in modo fattivo e simbolico alle iniziative promosse per dare sostegno e assistenza alle popolazione colpite dall'alluvione», ha rilevato il prorettore Giuseppe Calabrò.
Dario Tomasello, che ha promosso l'iniziativa, ha messo in evidenza la forza evocativa del testo di Pali che rappresenta un esempio vibrante del teatro corrosivo, surreale e intelligente, sottolineando come il ricavato della serata servirà per finanziare alcune borse di studio per gli studenti provenienti dalle zone alluvionate di Giampilieri e Scaletta, scelti secondo le misure di premialità previste dall'ateneo di Messina
Sergio Di Giacomo


Messina, 19 dicembre 2009


Spettacolo di beneficenza della Compagnia Scimone - Sframeli

La compagnia Scimone – Sframeli, su invito dell’Università di Messina e con la collaborazione dell’Ente Teatro V.E., offrirà lo spettacolo "Pali" a titolo gratuito e il ricavato sarà finalizzato alla realizzazione di alcune borse di studio, destinate, secondo le misure di premialità (già previste dal nostro Ateneo), agli studenti provenienti dalle zone alluvionate di Giampilieri e Scaletta. L’occasione è, oltretutto, l’unica, almeno per quest’anno, per vedere in Sicilia la compagnia Scimone-Sframeli con la loro ultima, corrosiva, pièce. Lo spettacolo andrà in scena mercoledì 23 dicembre, alle ore 21, al Teatro Vittorio Emanuele; i biglietti sono in prevendita presso il botteghino del Teatro. [altre informazioni]
La Conferenza Stampa per la presentazione dello spettacolo è stata rinviata a martedì 22 dicembre, alle ore 10.30, nella Sala dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti (Plesso Centrale Università).



 

Roma, 5 ottobre 2009

La compagnia Scimone - Sframeli al Valle

Comunichiamo con piacere che la compagnia Scimone Sframeli sarà al prestigioso “Teatro Valle”  di Roma  dal 24 novembre al 13 dicembre p. v. 

Questo il programma:
24 novembre -  6 dicembre  PALI di Spiro Scimone
8 - 9 dicembre LA FESTA di Spiro Scimone
10 - 11 dicembre IL CORTILE di Spiro Scimone
12 - 13 dicembre  LA BUSTA di Spiro Scimone

Inoltre il   30 novembre   verrà proiettato il film DUE AMICI

 Per ulteriori informazioni:  http://www.teatrovalle.it/pages/details.asp?pagina=scimone&stagione=2009-2010&idRecord=338

Dal "Manifesto" del 28 giugno 2009

Debutto ad Asti di "Pali", nuovo spettacolo di Spiro Scimone - L'estremo privilegio del "giusto" martirio 


Costretta al ridimensionamento dai drastici tagli finanziari, la rassegna Astiteatro giunge alla sua 31° edizione,e segna il punto d'onore della sua bandiera che fu sin dalle origini una spiccata vocazione alla nuova drammaturgia. In questo ambito arriva tra molte attese il nuovo testo di Spiro Scimone, uno dei più interessanti e apprezzati autori teatrali d'oggi, che è stato capace di ottenere per le sue opere (le prime scritte in un affascinante messinese) riconoscimenti importanti in tutta Europa. Non solo con le traduzioni in diverse lingue, ma con inviti per interi mesi di repliche dei suoi spettacoli in luoghi prestigiosi come a Parigi il Vieux Colombier e Rond Point col Festival d'Automne. Oltre al fatto di essere uno dei pochi autori viventi ad essere stato tradotto e messo in scena dall'austera Comédie française.
Scimone autore torna dunque con questi nuovi Pali, anche sulla scena assieme al suo fido socio Francesco Sframeli che per la seconda volta (come era stato per La busta) firma la regia. Il nuovo innesto è costituito dall'arrivo dell'universo visivo di Lino Fiorito, artista che è stato partecipe di tanto importante nuovo immaginario italiano (dal teatro di Martone fino a tutti i film di Sorrentino), e di cui proprio in queste settimane è in corso una importante mostra storica alla Biblioteca Nazionale di Napoli.
Ed eccoli lì, i due attori, sulla scena del teatro Alfieri la cui disposizione ricorda una sorta di Golgota, appesi ai due Pali laterali (quello centrale resterà vuoto per buona parte della rappresentazione), Scimone nell'impotenza rivendicativa di un "Senzamani" che infatti non si vedono dai polsini cuciti, Sframeli nella camicia e nelle scarpe rosso fuoco della Bruciata (ruolo neutramente femminile senza nessun vezzo interpretativo che non sia una parrucca nera, come era stata una vestaglietta per Scimone nella Festa). Maschile e femminile appesi ai pali del Calvario che rimandan a quelli dei Ladroni evangelici. Ma se le prime loro battute sembrano rinviare a un cuore beckettiano da fine del mondo ben presto è il piacere stesso di quelle parole, pur disilluso, a portarci altrove.
Nel teatro tutto di Scimone, la realtà esterna è ben presente, e la sua osservazione può dare dolore, ma gli omuncoli che in quello scenario respirano e pulsano, hanno una loro naturale aspirazione a qualcosa di positivo, innanzitutto la socialità.Tanto che un sorriso di soddisfazione annuncia l'ingresso di una "banda". Sono solo due questi musicanti di Brema, Gianluca Cesale dal viso annerito percuote il tamburo, Salvatore Arena dà fiato alla tromba, per trarne suoni di carica, ma anche per depositarvi in qualche modo la sua residua vitalità.
Quando i nuovi arrivati andranno a condividere il palo centrale (ma nessuno degli elementi del titolo evoca la croce, semmai la base di deposizioni e pietà manieriste) sarà già chiaro che quei luoghi e posizioni non procurano punizione. Anzi, come ogni situazione di "martirio", sono piuttosto una sorta di privilegiata sede di distanza e di osservazione. Sollevati dalla terra ormai invasa da una alluvione di merda, e che può dare solo inizialmente l'illusione di un'onda alta marina, Quei pali sono siti di coscienza e di contenimento del dolore e dell'orrore. Puntano verso il cielo, ma sotto non hanno null'altro che il vuoto massificato e degenerato di oggi. Lo si vede benissimo di lassù, senza spocchia né moralismi. L'occhio di Scimone, anche attraverso una lingua padroneggiata e ironizzata nella rincorsa di luoghi comuni, scruta e denuncia. Ma non ripone fede in alcun miglioramento, quasi confermato dalle suppliche senza risposta rivolte dalla Bruciata ad un padre celeste. Il mondo è proprio quella cosa lì, oltre la rarefazione beckettiana e la commedia. Non c'è speranza, al più solo consapevolezza. Per questo non resta altro, al momento, che rifugiarsi, prendendo distanze e precauzioni. sulla aguzza scomodità dei Pali.
Gianfranco Capitta