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A chi, abbandonata a Scala la statale Messina- Palermo, percorre la provinciale per Monforte tra aranceti, vigneti, uliveti, frutteti, il paese appare ad un tratto sullo sfondo "appollaiato a pie' di Monte Marra" con il suo aspetto caratteristico di città medievale fortificata.

Chi  dedica  a Monforte una pur superficiale visita può apprezzarne la struttura urbanistica medievale che mantiene intatte le sue caratteristiche essenziali. Il cuore del paese è la piazza IV novembre su cui si affaccia la Chiesa Madre e dove si poteva ammirare fino al dopoguerra il cinquecentesco palazzo del Signore, ricco di saloni ornati di affreschi e stucchi che, insieme col seicentesco ospedale cittadino (i cui eleganti resti furono abbattuti per fare spazio all'attuale palazzo comunale), dava il segno del livello di civiltà del paese. L'asse viario fondamentale è la via Umberto I che segue quella che nel medioevo costituiva la via di accesso alla Terra, cioè al  nucleo abitato. La struttura urbana è arricchita da una rete di innumerevoli stradine; particolarmente caratteristiche quelle che un tempo portavano al castello, posto sulla cima del Monte Marra e che oggi conducono al Santuario dell'Immacolata.

Il visitatore che percorre il paese si rende conto della religiosità della popolazione ponendo attenzione al numero delle chiese che incontra: nel secolo scorso se ne contavano ben  diciotto.

Effettueremo ora  una visita virtuale di Monforte iniziando dalla Chiesa Madre.

Se si vuoi visitare il paese partendo dalla sua piantina clicca qui sotto sulla piantina


La Chiesa madre, l'opera più importante da visitare, é posta in Piazza IV Novembre, cuore del paese; èdedicata al Santo patrono, San Giorgio.
La Chiesa presente all'inizio del XIV secolo, ma modificata diverse volte, conserva un ricco portale tardogotico del 1550 (ingresso sulla facciata laterale sinistra).

La Chiesa Madre

Interno:
grandioso, a croce latina, a tre navate divise da pilastri.

Navata destra:
al terzo altare: statua della Madonna della Consolazione attribuibile alla scuola del Gagini (XVI secolo).

Transetto:
a destra: Sposalizio mistico di Santa Rosa (1705) del pittore messinese Antonio Filocamo.

Nell'abside destra: Cappella del SS. Sacramento del 1596.
La progettazione dell'opera è stata di recente attribuita a Giacomo Del Duca, scultore e architetto, uno dei più brillanti allievi di Michelangelo.

La Cappella del SS. Sacramento

In alto spicca il polittico di Antonello de Saliba, nipote di Antonello da Messina dipinto nel 1530: raffigura Madonna con Bambino,Cristo Risorto e Santi tra cui il patrono San Giorgio e la compatrona S. Agata.

Il Polittico di Antonello de Saliba

Dietro l'altare maggiore: Coro e Cantoria, solenne opera artigianale in noce della fine del secolo XVI e, sotto un grande baldacchino in stile barocco tra due colonne tortili, Madonna della Lettera attribuita a Carlo Maratta (1625-1713).

La Madonna della Lettera

Nell'abside sinistra: Cappella di San Giorgio con statua del Santo e tombe dei Moncada ultimi signori del Paese.

La Statua di San Giorgio

Sempre nel transetto, all'altare a sinistra: Madonna della Candelora attribuibile alla scuola del Gagini (XVI secolo). Accanto (a destra): San Giorgio e il drago del pittore di Onofrio Gabrielli (1619-1706), dipinto commissionato dalla famglia Moncada i cui stemmi sono evidenti in basso a destra.

Sulla sinistra della Chiesa Madre si trova il Municipi ;continuando sulla via Immacolata si può salire sul colle.

Sulla destra della Chiesa Madre sorge l'Oratorio del SS. Sacramento, graziosa ed interessante chiesetta a pianta ottagonale del 1648; conserva pregevoli stucchi (per la visita chiede la chiave in sagrestia della Chiesa Madre).
Proseguendo sulla stessa strada si arriva al Belvedere del Piano Rosario, uno dei punti panoramici del Paese  dove è posto il Monumento ai caduti.

Il Monumento ai Caduti

Molto interessante è il quartiere arabo adiacente a Piazza IV novembre (prendere la via Mazzini) che presenta ancora oggi caratteri riconducibili a modelli di architettura islamica costituendo una struttura compatta ed autonoma, all'occorrenza facilmente isolabile e difendibile con la chiusura di accessi costituiti da tratti di strada coperta.

Dalla Piazza, a sinistra della Chiesa Madre, prendendo via Umberto I, è possibile visitare la Chiesa di Gesù e Maria sede dell'omonima confraternita fondata nel 1622. Vi sono conservati pregevoli dipinti: Il trionfo della croce, dipinto con cui il pittore Gaspare Camarda tradusse per la prima volta nel 1629 una visione di padre Angelo Fermo, fondatore delle Congregazioni di Gesù e Maria; e la tela raffigurante Santa Chiara (1629) dello stesso autore.

Il Trionfo della Croce

Segue, lungo la stessa via, la terrazza di Portaterra da cui si gode, quando la visibilità è buona, una bella vista del paese, del golfo di Milazzo e delle Eolie ; è possibile anche osservare (in basso a sinistra) gli  antichi ruderi gotici della Chiesa di San Michele Arcangelo risalente al 1200.

Proseguendo lungo via Umberto I si passa sotto l'arco della Porta della Terra (porta della città del XIV).

 

La Porta della terra

Scendendo da Portaterra verso il quartiere Catena e prendendo a sinistra  via Garibaldi, si incontra  la Chiesa di Sant'Agata, dedicata alla Santa catanese compatrona di Monforte; accanto sorge un campanile di epoca normanna, purtroppo rimaneggiato.

Il campanile di S. Agata

Riprendendo via Umberto I è possibile visitare la Chiesa del Carmine che era collegata
ad un convento di monaci carmelitani (eretto nel 1547).

Dalla Piazza IV novembre percorrendo via Vittorio Emanuele III si possono vedere sulla sinistra i ruderi della maestosa Chiesa della Trinità (1666) e, più in alto, il Convento e la Chiesa di San Francesco di Paola (prima metà del '600), imponente complesso monastico oggi di proprietà del Comune. Nella chiesa (per la chiave rivolgersi in sagrestia della Chiesa Madre) è conservato il quadro di San Francesco di Paola circondato da Angeli di Antonio Gabrielli (1619-1706).


Proseguendo si giunge al piano S. Maria dove, a sinistra,  si vede la Chiesa di S. Atanasio (XVI secolo). Continuando si può pervenire al Campo sportivo, alla Chiesetta di S. Pietro e al Cimitero.

Percorrendo, invece, via Vitagliano si giunge, quasi all'estremità del paese, alla Chiesa di S. Antonio (XVII secolo), cuore dell'omonimo quartiere.

 

La Chiesa di S. Antonio

ESCURSIONE CONSIGLIATA
E' consigliata la salita sulla cima del colle dove si trova una Chiesetta della Madonna Immacolata il cui culto è  molto antico e molto vivo.

La Madonna Immacolata

In cima al colle rimangono pochi ma evidenti resti di un Castello che testimoniano che Monforte (il nome stesso lo rivela) ebbe nel medioevo una rilevante funzione militare grazie alla sua posizione e alla difese naturali.

La cima del colle costituisce, assieme al Balcone di Portaterra e al Belvedere di Piano Rosario, uno dei più suggestivi punti panoramici : si gode una bella vista sia del paese sia del golfo di Milazzo e dei monti Peloritani.

Salendo il colle, se si  prende a sinistra un sentiero all'altezza della prima Stazione della Via Crucis,  è possibile visitare un Santuario rupestre utilizzato dai monaci bizantini che conserva ancora alcune significative caratteristiche di luogo di culto.

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Per vedere i cambiamenti del Paese attraverso le cartoline delle edizioni Spurio clicca QUI