GIOVANNI
FRONTE
COMPOSITORE
1863-1936

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Giovanni Fronte è artista di valore, che dovrebbe essere riscoperto
e valorizzato. Nato a Messina nel 1863 in una famiglia di professionisti
e agricoltori di Monforte Marina, fin da bambino manifesta una passione
spiccata e innata per la musica., ma il padre, avvocato Papirio cerca
di contrastare in tutti i modi la propensione del figlio e manifesta
il desiderio di indirizzarlo verso studi che preludano ad una professione,
o in alternativa, verso studi di agraria presso la scuola di agraria
a Portici. Il giovane però caparbiamente insiste nel suo desiderio
di divenire compositore di musica. Accetta controvoglia di iscriversi
all'Istituto tecnico di Messina ma ben presto trova il pretesto di un
diverbio col Preside, che volutamente aveva provocato, per interrompere
gli studi. Il padre, viste inutili le sue opposizioni, decide di assecondare
le inclinazioni del figlio permettendogli all'età di vent'anni
di trasferirsi a Milano dove si iscrive al Conservatorio. Le sue giornate
milanesi sono caratterizzate da una attività di duro lavoro,
di studio e di composizione al pianoforte. Lavorando intensamente riesce
a portare avanti una notevole e proficua attività che gli arreca
molte soddisfazioni. Solo due volte torna in Sicilia:. una volta in
occasione di un'epidemia di colera nell'Alta Italia, richiamato dal
padre e un'altra per accorrere al capezzale del padre morente. E veniamo
alle sue composizioni. Nel 1903 scrive la Vandea per il concorso musicale
Sonzogno su versi di Giuseppe Zuppone- Steni. Di quest'opera ci resta
solo il preludio poiché il resto in parte è andato perduto,
in parte è stato distrutto, in parte rielaborato. Nel 1904 termina
il suo capolavoro, le musiche di Eidos su libretto di Luigi Illica,
librettista di Giacomo Puccini . E' del 1905 l' Olinda, scena unica
fantastica di C. Callari. Nel 1910 tiene al Conservatorio "G. Verdi"
di Milano un concerto di cui il "Corriere della Sera" scrive
"Queste composizioni erano inedite. Il compositore residente a
Milano si era tenuto in disparte dal pubblico, studiando e producendo
opere sinfoniche e teatrali delle quali alcuni pezzi furono uditi ieri
sera. Il pubblico assai distinto li accolse tutti favorevolmente applaudendo
anche l'autore. Il M.° Fronte per quanto ami far largo uso della
polifonia, svolge però le sue composizioni melodicamente ispirandosi
al bel canto italiano."
Dopo il matrimonio ritorna a Monforte Marina per occuparsi della campagna,
ma continua nella sua attività di compositore. L'ultimo suo grande
lavoro è Colapesce , un atto, due parti, su libretto di Giacomo
Vaccaro andato in scena al Teatro Mastroieni di Messina il 18 dicembre
1919 con grande entusiasmo di pubblico e di critica. Scriveva la Gazzetta
di Messina "Il Colapesce è un lavoro eminentemente drammatico
di fattura nuova e delicata. La melodia scorre sempre alta, nobile e
varia, esprime l'anima siciliana del Maestro che trasporta e commuove.
E' un ricco ricamo".
L'ultima parte della sua vita è piena di sofferenze. Una terribile,
crudelissima malattia sopportata con cristiana rassegnazione lo tiene
incatenato alla sedia.
Si spegne il 14 novembre 1936.
OPERE
Opere teatrali
Bibliografia
Giuseppe Ponz de Leon, Giovanni Fronte, Messina, 1970
Elenco dei lavori musicali del maestro Giovanni Fronte, Messina
, Stabilimento Eco di Messina, 1929