La sacra urna portata dal parroco di Pellegrino,
Luigi Celona

 

Il primo sabato di settembre di ogni anno ha luogo  la processione del Capello di Maria. 
La sacra urna che lo contiene, accompagnata dal suono di cornamuse e da un lungo corteo di fedeli, si avvia prima dell'imbrunire dal Santuario di Crispino verso la Chiesa Madre di Monforte  San Giorgio dove giungerà a notte fonda dopo un percorso di circa tre chilometri. Al calar delle tenebre i fedeli in processione accendono le loro candele mentre in tutto il territorio circostante vengono bruciati mucchi di erbe, rami secchi e stoppie producendo un effetto di grande suggestività.
Il  Capello di Maria fu donato nel 1650 da padre Antonio Faranda  alla Chiesa di Crispino  con l'obbligo che venisse portato una volta all'anno nella Chiesa Madre in modo che il popolo di Monforte potesse "adorarlo".

 

 

Nino
Cannistrà
(Pirara)

Pastori e contadini

La processione del Capello dà  vita  ad una  viva collaborazione  tra mondo agricolo e  pastorale  nella partecipazione al culto di Maria Santissima.

I falò,  che  rendono tanto suggestiva  la processione,  bruciati dai contadini  in posti  anche remoti delle vallate del Fiume di   Bagheria e del Niceto, testimoniano l'entusiasmo con cui gli operatori nel mondo agricolo vogliono glorificare Maria. Ad essi  si uniscono i pastori  che con  il suono delle  loro cornamuse rendono  festosa la processione.

La processione rapprensenta anche l'unione centementata dallo spirito religioso  tra le  frazioni di Pellegrino  e  Monforte centro.

Le caratteristiche della processione possono far ipotizzare che si tratti della prosecuzione di una cerimonia religiosa  nata  in   epoca  pre-cristiana.

 

 

 

 

 

Altre foto

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MAPPA


Il percorso delle processione

 

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